17 aprile 2014

SPIDI TRACK WIND DOVIZIOSO REPLICA BY MOTO ACTION IMOLA!

tuta replica doviziosoFresco del primo podio da quando è iniziata la sua avventura in Ducati (2013), Andrea Dovizioso è atteso alla sfida del GP di Argentina tra poco più di una settimana! Spidi, che fornisce le tute al Dovi, propone una bella replica in colore Rosso Ducati MotoGP disegnata insieme ad Andrea e nata sull’esperienza del forlivese in pista!

La Replica Dovi è su base Track Wind e si distingue per il prezzo particolarmente allettante se legato all’estrema qualità del prodotto. In vendita presso il negozio imolese Moto Action e su internet tramite il loro portale e-commerce a 899 euro!

Per info ed ordini cliccare QUI

17 aprile 2014

NUOVA MV AGUSTA F3 800 AGO: 300 ESEMPLARI FIRMATI. COSTA CARA: 24.000 EURO.

mv f3 800 AgoMV Agusta presenta una speciale versione della F3 in cilindrata 800: la Ago, dedicata al campionissimo Giacomo Agostini. La F3 Ago si presenta con una livrea tricolore molto bella ed elegante impreziosita dai cerchi e dal telaio color oro, il colore della vittoria.

Ognuna delle 300 Ago sarà firmata sul serbatoio da Giacomo Agostini e verrà consegnata con uno specifico certificato di autenticità siglato da Agostini.

Tanta esclusività si paga (e non poco): ben 23.990 per portarsi a casa questa speciale ed evocativa F3 800 destinata ai collezionisti.

A voler essere pignoli, e questa è una nota puramente personale, mi domando il perchè sia stata scelta la versione 800 che NON corre piuttosto che la 675 che tanto bene sta facendo in WSS. La moto è stata dedicata ad uno dei più grandi piloti di corse di ogni epoca eppure…Non corre. E’ quasi contraddittorio e, secondo me, toglie quel tocco “storico” che invece era necessario non solo avere ma anche accentuare.

Per ulteriori info vi consiglio di visitare il sito ufficiale di MV Agusta cliccando QUI

SPONSOR BY WRS.SM | MV AGUSTA RACING PARTS

16 aprile 2014

MOTOGP: ROSSI NEGA I CONTATTI CON SUZUKI. DUBBIO SUI PILOTI 2015

rossi yamahaAndiamo avanti nel parlare di Suzuki (e siamo in MotoGP). Il 9 volte campione del mondo Valentino Rossi, in scadenza di contratto con la Yamaha a fine 2014, si è escluso dalla possibilità di pilotare la nuova moto giapponese specificando che, testuali parole, non si sente di collaudare una moto partendo da zero e che vorrebbe chiudere la carriera con Yamaha.

Il nome di Valentino è stato associato, a rigor di logica, con quello di Davide Brivio. L’ex manager Yamaha e amico personale del 46 è infatti il team manager del nuovo team nipponico che vanta, lo ricordiamo, un supporto completamente factory.

La Suzuki rimane ancora senza nomi certi per il ritorno datato 2015. Le moto saranno due e al momento solo il nome di De Puniet (oggi collaudatore ufficiale della Casa) sembra essere quasi certo, la seconda sella potrebbe essere occupata da Eugene Laverty (in WSBK proprio con Suzuki) oppure da un pilota proveniente dalla Moto2 o già in MotoGP, Brivio non ha nomi certi in questo momento.

Ricordiamo che a fine 2014 scadranno i contratti di Marquez, Pedrosa, Rossi e Lorenzo. Diamo per scontato il proseguimento di Marquez con la Honda. Diamo per scontato che il rapporto tra Pedrosa ed Honda non si scioglierà (Dani al massimo cambierà team, ma non Casa). Lorenzo è tentato dalla Ducati e dalla Honda ma Yamaha non si può permettere di perdere il suo big rider, rimaneva appunto Rossi che, comunque, si è escluso dalla candidatura.

SPONSOR BY ACCESSORIMOTOSTORE.COM

16 aprile 2014

MOTOGP: SUZUKI DEBUTTERA’ GIA’ QUEST’ANNO CON DE PUNIET!

de puniet suzukiIl team Suzuki, capitanato da Dadive Brivio (ex manager Yamaha in WSBK con Haga e MotoGP con Rossi), ha deciso di anticipare il suo ritorno/debutto in MotoGP per disputare l’ultima gara di questa stagiona sul circuito “salotto” Ricardo Tormo a Valencia in Spagna.

La moto verrà iscritta alla classe Factory 2 (la stessa della Ducati) e sarà pilotata dal fracense Randy De puniet, collaudatore ufficiale del team ed ex pilota MotoGP.

SPONSOR BY WRS.SM | RACING PARTS

15 aprile 2014

WSBK: CONOSCIAMO IN DETTAGLIO LA BIMOTA BB3 ALSTARE

bimota bb3La Bimota BB3 che ha debuttato la scorsa settimana ad Aragon succede in superbike alla Bimota SB8K (anno 2000) pilota da Gobert e gestita dal team Bimota Experience, impariamo a conoscerla.

La BB3 vanta un telaio in composito in tubi di acciaio (la parte alta del cannotto di sterzo) che si ancora a delle piastre ricavate dal pieno. Questo schema di telaio è tipico di Bimota e ricalca da vicino quello introdotto dalla DB5 motorizzata Ducati (anno 2005).  Se vogliamo ricorda anche quello della SB8K che era in carbonio/alluminio e forzando un po il paragone ricorda anche quello delle MV serie F4 ed F3 (in questo caso le piastre sono ricavate per fusione).

Il motore è il 4 cilindri in linea frontemarcia della S1000RR preparato secondo le attuali norme EVO (quindi essenzialmente di serie).

La ciclistica vanta sospensioni Ohlins (Alstare tende a precisare che il costo del materiale non supera il price cap voluto dal regolamento EVO) e freni Nissin. Il costruttore nipponico è stato preferito al fornitore italiano Brembo. Questa scelta è molto particolare visto e considerato che la BB3 commerciale è stata presentata con i freni forniti dal costruttore italiano! Le pastiglie dei freni invece vengono fornite dall’azienda svedese SBS. Il lubrificante è Motul mentre il carburante è fornito dall’italiana ENI.

La BB3 di Alstare esteticamente si presenta identica alla controparte commerciale anzi, se vogliamo, la livrea del team Belga la fa sembrare più studiata nelle forme (in realtà il design della BB3 è piuttosto classico e lontanissimo dai stilemi introdotti da Aprilia RSV4 e Ducati 1199 Panigale. Il design della BB3 è anche molto lontano dal design estremo delle riminesi degli 90-2000 come DB5, Tesi 2D, Mantra, SB8R, YB6…).

 

 

 

 

 

15 aprile 2014

WSBK: BIMOTA BB3, DEBUTTO OLTRE LE ASPETTATIVE PER IL TEAM ALSTARE AD ARAGON

foto bimota alstare facebookAlzi la mano chi si aspettava una Bimota così veloce sin da subito ad Aragon?  Ricordo ancora con incredibile nitidezza l’ultima vittoria Bimota in WSBK ad opera di Gobert nel 2000 in sella alla SB8K motorizzata Suzuki TL1000R (si era a Phillip Island). Il team era quella ufficiale diretto da Virginio Ferrari e gestito tecnicamente da Franco Farnè.

Ad Aragon (Spagna) 14 anni dopo il team Alstare di Francis Batta ha riportato in pista la moto riminese che nel frattempo ha cambiato ancora una volta proprietà mantenendo, tuttavia, la voglia di stupire a livello di prestazione e design.

La BB3 motorizzata BMW S1000RR che ha debuttato in Spagna sotto la guida di Badovini e Iddon ha stupito appassionati ed addetti ai lavori con ottime prestazioni lungo tutto il week end.

Il lavoro del team Alstare è finalizzato a proporre nel 2015 una moto matura e competitiva in quella che sarà la futura classe EVO (leggermente diversa a livello di regolamento dall’attuale EVO con motore strettamente derivato dalla serie).

Se da un lato le prestazioni hanno convinto, dall’altro il tutto è stato offuscato dall’aver corso senza l’omologazione necessaria a causa del mancato raggiungimento del numero minimo di moto prodotte (125), questo ha comportato l’esclusione dai punti, ma questa è burocrazia, la BB3 ha mostrato un grande potenziale tecnico e questo può solo migliorare con l’esperienza che team e piloti matureranno durante la stagione. Appuntamento ad Assen quindi.

(foto dal profilo ufficiale Team Alstare su Facebook. Per seguire il team su Facebook cliccare QUI)

SPONSOR BY WRS.SM | RACING PARTS

15 aprile 2014

MOTOGP: SUZUKI AD AUSTIN (USA) MARTEDI E MERCOLEDI CON AOKI E DE PUNIET

suzuki motogp foto bellaLa Suzuki prosegue il suo lavoro sulla via del rientro in MotoGP a partire dal 2015 nella categoria Factory 2 (quella dove è iscritta la Ducati). Il team guidato dall’italiano Davide Brivio (ex manager Yamaha in WSBK e MotoGP) sarà in pista martedi e mercoledi ad Austin in Texas (USA) per testare le novità sviluppate da Aoki in Giappone.

Scenderanno in pista i due collaudatori ufficiali, il giapponese Aoki ed il francese De Puniet. Seguiranno altre sessioni di test durante la stagione.

Ricordiamo che la categoria Factory 2 prevede l’uso di 9 motori (con possibilità di sviluppo), serbatoio carburante da 24 litri ed elettronica Factory.

SPONSOR BY WRS.SM | RACING PARTS

14 aprile 2014

LA GOMMA DI ROSSI ED IL PROBLEMA (CRONICO) DEL MONOGOMMA CHE NON FUNZIONA.

gomma rossiRossi ha perso un podio più che virtuale a causa di una gomma anteriore usurata in maniera tanto precoce quanto anomale, se vogliamo anche Andrea Iannone ha perso la possibilità di salire sul podio a causa dello stesso problema…

Ecco, soffermiamoci sulla parola “problema”. Prendiamo ad esempio la M1 di Rossi: il problema è stato generato da un cattivo set up o da una gomma fallata?

Difficile parlare di gomma fallata dato che il problema si è ripetuto su più piloti, difficile parlare di problema di set up dato che ha colpito due moto completamente diverse come Yamaha e Ducati.

Più corretto parlare di un tipo di gomma, quella portata in USA da Bridgestone, incapace di adattarsi alle diverse esigenze di moto e piloti. Ancora una volta la parola “Monogomma” fa rima con “problema”.

Le Honda volano su ogni tracciato ed ogni condizione e sembrano sentire meno i problemi di gomme che invece Jorge Lorenzo accusa sin dai test della Malesia di questo inverno. Il pensiero sorge naturale: le nuove gomme Bridgestone lavorano meglio sulla Honda rispetto alla Yamaha…

Il pensiero sembra confermato anche dai risultati dopo appena due gare e tutto diventa illogico: può un costruttore di gomme decidere le sorti di un campionato a discapito dei piloti, dei set up e della Case?

Mentre si parla di abbassamento dei costi da anni (ma sono parole vuole…Un po come voler abbattere l’effetto serra del nostro pianeta…Vendendo più auto per far ripartire l’economia…), non si parla di abolire il regime di monofornitura per quanto riguarda le gomme.

Un sano e leale confronto tra gommisti eliminerebbe (finalmente!) gare come quella di Austin di domenica e di Phillip Island del passato anno con buona pace di tutti…

Il problema (e ritorna la parola “maledetta”) è che senza monogomma la Dorna rischierebbe di perdere parte del potere che ha sulla MotoGP…E non parlo di potere economico ma politico…

14 aprile 2014

MOTOGP: AUSTIN, DOVIZIOSO: “BELLO ESSERE SUL PODIO!” (COMUNICATO UFFICIALE).

dovi 2014La Ducati ad Austin (Texas) ritrova il podio dopo quasi due anni (Rossi, Misano 2012) ed Andrea Dovizioso trova il suo primo podio da quando veste rosso! Certo il distacco da Marquez rimane importante (20 secondi) ma i segni dei miglioramenti ci sono tutti! Leggiamo il comunicato ufficiale del Dovi dopo il 3° posto in gara alle spalle di Marquez e Pedrosa.

“Sono molto contento di come ho gestito la gara perché all’inizio non avevo il passo giusto. Però ho mantenuto la calma ed un ritmo costante, e questo ha pagato perché non ho stressato troppo le gomme. Le mie prestazioni sono poi calate ma evidentemente meno di quelle degli altri piloti con cui ero in lotta e questo mi ha permesso di arrivare a fine gara in buone condizioni. Sono quindi riuscito ad ottenere un piccolo gap su Bradl e Smith, che mi ha consentito di tagliare il traguardo con quasi due secondi di vantaggio su di loro. Sono molto contento di questo risultato per il mio team. E’ un anno che stiamo lavorando sodo e soffrendo tanto, e non siamo ancora veloci come vorremmo. Ottenere un risultato del genere in questo momento della stagione è molto importante, anche per tutti gli ingegneri e i meccanici in reparto a Bologna, che stanno lavorando veramente tanto per migliorare la competitività della Desmosedici.”

SPONSOR BY WRS.SM | DUCATI RACING PARTS

12 aprile 2014

STK600: ARAGON | RACE, BELLA VITTORIA DI FACCANI (KAWASAKI)! DOPPIETTA TEAM ITALIA.

podio stk600 aragon 2014L’ europeo STK600, categoria riservata alle moto di 600cc strettamente derivate dalla serie, si è aperto ad Aragon (Spagna) esattamente come si era chiuso nel 2013: con il dominio delle Kawasaki ZX-6R del team Italia San Carlo. Se nella passata stagione i due grandi protagonisti erano stati Morbidelli (poi diventato campione, ed oggi in Moto2) e Nocco, quest’anno Faccani e Tucci regalano all’Italia una bella doppietta che fa morale in tempi non certo “allegri” per l’italvelocità a due ruote…

La gara, come di consueto corsa di sabato pomeriggio, ha avuto un solo protagonista: Faccani che ha mollato il gruppo sin da subito costruendo giro dopo giro una vittoria pulita, bella e nettissima. Dietro di lui Tucci e Tessels (Suzuki) hanno dato vita ad un bellissimo duello andato a vantaggio dell’italiano con l’olandese 3°.  4° posto per il finlandese Tuuli (Yamaha). Ben 3 Case diverse nei primi 4 posti quindi.

Al via anche una ragazza italiana, Rebecca Bianchi, per lei un 24° posto (su 29 al traguardo) a 54 secondi.

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

 

9 aprile 2014

IMOLA: ARGILLA ESPANSA DELLA RIVAZZA PERICOLOSA PER MOTOCICLISTI E COMMISSARI.

curva rivazzaSi ritorna a parlare del circuito di Imola e si ritorna a parlare di sicurezza. I recenti lavori per mettere in sicurezza la curva della Rivazza con la sostituzione della ghiaia naturale con argilla espansa (più leggera e con un maggiore potere di rallentare le auto) hanno sollevato non pochi dubbi tra gli addetti ai lavori del circuito imolese, i commissari di percorso.

Durante i test del CIV andati in scena circa un paio di settimane fa ne abbiamo intervistato uno che, per ovvi motivi, preferisce rimanere anonimo, ecco la sua opinione:

“la sostituzione della ghiaia con argilla espansa ha sicuramente aumentato gli standard di sicurezza tra le auto, ora le vetture non “galleggiano” più grazie all’effetto “onda” ma affondano dentro l’argilla e si fermano dopo pochi metri. Sicuramente questo evita gli impatti contro i muretti ma di contro rende molto difficoltoso per noi commissari intervenire dato che mentre corri sulla nuova argilla espansa affondi sino alle ginocchia! Ma le auto sono il minore dei problemi, alla fine le agganci e le traini via, perdi leggermente più tempo rispetto a prima, non tanto.

Il vero problema arriva con le moto. Un pilota che arriva lungo è destinato ad affondare nell’argilla e ad essere sbalzato in avanti con il rischio di gravi danni al viso e alla colonna vertebrale. Le moto non “galleggiano” più come prima ma si “piantano”. A questo punto arrivano i problemi per noi commissari perchè i soccorsi diventano lenti ed imprecisi, non possiamo correre perchè affondiamo, la moto “piantata” diventa difficile da spostare, in caso di problemi fisici al pilota diventa difficoltoso stendere la barella perchè non si ha una superficie sufficientemente solida. Il rischio, molto concreto, è di rimanere molto tempo in via di fuga con il rischio di essere colpiti da altri mezzi”.

Ancora una volta le piste vengono modificate senza pensare alla sicurezza dei motociclisti (pensiamo all’erba sintetica, pensiamo alle varianti disegnate senza pensare alla dinamica dei mezzi a due ruote come Monza). La sensazione è che manchi un organo di controllo durante queste modifiche e che si spesso si vada avanti più per tentativi che ragione…Pensiamo a quante volte è stata modifica la prima variante di Monza e nonostante i numerosi “disegni” non la possiamo certamente definire sicura per i piloti di moto.

8 aprile 2014

BIMOTA DB5 (2005): LA MOTO CHE (OGGI) TUTTI VORREBBERO! 100CV-170KG

bimota DB5 2005La Bimota DB5 che la Casa riminese lancia nel 2005 è il classico esempio di moto giusta nata nel momento sbagliato…A quel tempo le Case erano alla ricerca delle prestazioni sfrenate a suon di cavalli e la “piccola” Bimota, nonostante fosse molto bella, passò quasi del tutto inosservata…Oggi che le potenze sono cresciute a dismisura e gli utenti vorrebbero moto “umane”, sfortunatamente la DB5 è reperibile (a caro prezzo) nel solo mercato dell’usato…

Disegnata da Sergio Robbiano (allievo di Massimo Tamburini al Centro Ricerche Cagiva CRC) era spinta da un motore Ducati 2 valvole di 1000cc  e vantava circa 100cv (con scarichi Arrow) per un peso leggermente inferiore a 170kg (165-167kg), insomma la moto che tutti vorremmo guidare nel misto di montagna…

Il telaio è a traliccio così come il (bellissimo) forcellone. Le piastre laterali e le piastre di sterzo sono ricavate dal pieno e firmate Bimota (come tradizione…). Le sospensioni sono Ohlins ed i freni Brembo. La sospensione posteriore è di tipo Cantilever senza l’uso di leveraggio (link) di collegamento, medesima soluzione adottata dalle Ducati serie SS dell’epoca.

Il motore Ducati 2 valvole garantiva una spinta costante e sempre pronta (la coppia di ben 9,5 kgm è disponibile a soli 5.500 giri!) ideale per “assaltare” le moderne e potenti supersportive da 190cv ma soffocate dall’elettronica (completamente assente nella DB5).

La DB5 costava nel 2005 ben 27.000 euro (!). Oggi è possibile acquistarne una per una cifra compresa tra 10.000 e 14.000 euro.  La DB5 sostituiva la DB4 con motore Ducati 2 valvole da 900 alimentato a carburatori (Monster/SS).

7 aprile 2014

DUCATI 916: LA MAGIA DI SERGIO ROBBIANO E MASSIMO TAMBURINI.

Ducati 916SPIn questi giorni ci ha lasciato il geniale Massimo Tamburini, “padre” di alcune delle più belle ed iconiche moto degli ultimi anni e tra i fondatori di Bimota (la TA del nome deriva appunto dalle prime lettere del suo cognome).

Tamburini, direttore del CRC Centro Ricerche Cagiva, era un tecnico visionario ed un leader carismatico, un uomo in grado di coinvolgere nelle sue visioni anche i suoi collaboratori, tra questi un giovanissimo (e poco conosciuto) Sergio Robbiano.

Sergio entra nel 1991, a 25 anni, nel CRC e diventa sin da subito un “discepolo” del Maestro Tamburini. Sotto la guida di Tamburini Robbiano disegna la 916 e la Cagiva Mito EV che riprende, in parte, le linee della Ducati (anche se, a quanto pare, sulla carta è nata prima la Mito EV della 916!).

La Ducati 916 è la magia dei due designer, una moto in grado di diventare un icona del motociclismo, una moto che ha cambiato per sempre, 20 anni fa, il modo di disegnare le moto.  Una pietra angolare.

Di Tamburini ricordiamo anche la MV Agusta F4. La F4 è oggetto di tante leggende, secondo alcuni era l’erede designata della 916 e avrebbe dovuto usare un motore bicilindrico (!) secondo altri era in realtà la Cagiva F4 (su internet si trovano ancora le bozze del disegno ed in effetti la moto era rossa e con la scritta Cagiva!). Sicuramente, a livello di design, ricorda per certi versi le Cagiva da GP degli anni 90 (quindi parliamo di un periodo antecedente alla creazione della F4).

Il design invece di Robbiano, una volta uscito da CRC, si è evoluto e le sue creazioni sono molto particolari, una di queste la Bimota 500 V2, addirittura unica!

Robbiano e Tamburini insieme hanno disegnato: Ducati 916 (Robbiano-Tamburini), Cagiva Mito EV (Robbiano), MV Agusta F4 (Tamburini), MV Agusta Brutale (Tamburini), Bimota 500V V2 (Robbiano), Bimota DB5 (Robbiano), Bimota DB6 Delirio (Robbiano).

Il motociclismo deve tantissimo a Massimo Tamburini ed al suo genio e deve tanto a chi ha creduto in lui.

4 aprile 2014

WSBK: BIMOTA CORRERA’ (MA SENZA OMOLOGAZIONE). MA NON ERANO MOTO DI SERIE?

bimota alstareLa Dorna ormai sta improvvisando ed andando a tentoni…Dopo i casini regolamentari della MotoGP che tutti noi conosciamo ha pensato bene di introdurre qualcosa di nuovo anche in Superbike:

correre senza aver prodotto il numero minimo di moto prodotte per ottenere l’omologazione.

Si amici lettori, non sto scherzando (magari!). in superbike Bimota correrà ad Aragon senza l’omologazione necessaria a…Correre perchè non ha ancora prodotto il numero minimo di esemplari per omologare la BB3…

Vale la pena ricordare che il numero minimo di moto prodotte serve ad evitare di usare in Superbike dei prototipi camuffati da moto di serie senza riscontro commerciale…Una volta annullato il vincolo del numero minimo di moto prodotte WSBK e MotoGP diventano parenti strettissime…Chi impedirà, a questo punto, alla Honda di mettere targa e fanali alla RCV1000R Open per correre in WSBK e stravincere?

In tutto questo la Dorna ne ha pensata un altra delle sue: Bimota correrà ok, ma non prenderà punti (!). Viene da chiedersi ma se un pilota cade toccato da una di queste Bimota “invisibili”?  In tal caso, statene certi, la Dorna inventerà qualcosa di nuovo tipo “l’ipotetica posizione che forse ecc…”

Ed io che pensavo che X-files fosse fantascienza…

SPONSOR BY WRS.SM | RACING PARTS

31 marzo 2014

WSBK: MANUEL POGGIALI IN WSBK CON LA DUCATI 1199 EVO DEL TEAM BARNI?

poggiali FB foto Rudy CarezzevoliPotrebbe essere il due volte campione del mondo (125GP, 250GP) Manuel Poggiali a pilotare la Ducati 1199 Panigale R classe EVO che il team Barni schiererà in qualità di wild card ad Imola e Misano nel corso del mondiale WSBK edizione 2014.

Manuel, già pilota Ducati Barni nel CIV 2014, sembra il candidato ideale a vestire i panni del team bergamasco nel mondiale WSBK anche se il proprietario Marco Barnabò, a tal merito, non si è espresso dichiarando di voler usare il pilota che si dimostrerà più veloce tra Poggiali ed il compagno di team Ivan Goi (ex 125GP)

La Ducati 1199 Panigale R classe EVO è stata presentata (a sorpresa) durante la presentazione del team Barni il 23 Marzo scorso e da allora si sono rincorse le voci sul pilota (tra i candidati anche Eddi La Marra, presente alla presentazione?).

Attualmente, vale la pena ricordarlo, l’unica Panigale classe EVO in WSBK è quella del genovese Niccolò Canepa (Althea Racing).

(in foto Manuel Poggiali ai recenti test CIV di Imola, fonte account Facebook dello stesso Poggiali).

JG

 

26 marzo 2014

TEST RIDE: MV DRAGSTER 800: MOTO DA BAR A CHI?!

dragster 800 mb

(si ringrazia la concessionaria Trioschi di Lugo per la disponibilità).

Fighetta. Tipica moto da bar. Moto da gente che va solo al mare. Tante le parole (tutte buttate) usate per descrivere la nuova MV Agusta Dragster 800, nella realtà (nella realtà di quelli usano la moto sul serio e non vivono dentro i forum) la 3 cilindri varesina è una moto che va, e va anche forte…Va più forte di quanto ti aspetti. La vedi li, bellina, piccolina, delicatina, curatina e pensi…Ma tanto non andrà…Si con il cavolo.

Una volta montati è amore a prima vista, la sella ti accoglie, il manubrio “ti cerca lui” con naturalezza, le pedane sono nella posizione ideale, diventi parte di lei e lei diventa parte di te. Il prologo è incoraggiante, ma le moto non sono ne quadri che devi solo guardare ne divani sui quali devi solo sedere…Le moto si devono muovere e anche bene se ti vuoi divertire.

Ecco a questo punto, una volta in sella, accendete (il rombo è sommesso…Maledette norme euro 3!! Ma presente), innestate la prima e aprite il gas…Dategliene sin da subito e snocciolate i rapporti uno dopo l’altro, il motore è così ricco di spinta che ad un certo punto finirete con il cercare la settima e l’ottava…Impressionante! Da un motore così piccolo non ti aspetti tanta cattiveria…Ma non è tutto oro quello luccica..Se da un lato la progressione è entusiasmante, quando riprendete il gas in mano in 4-5 marcia a metà del contagiri non vi aspettare un tiro immediato…Non ci sarà. Il tiro nei rapporti più lunghi è presente ma progressivo, non strappa ne strattona…E’ quasi elettrico, nel bene e nel male.

Se invece spalancate di brutto in prima e seconda marcia magari in uscita da una curva lenta ecco che il carattere del motore torna fuori e vi ritroverete ad aver a che fare con una serie di piccole impennate condite da sbacchettate, tutto divertente e sotto controllo, se non vi fate prendere dal panico finirete anche con il divertirvi un casino!  Il 3 cilindri della Dragster ha tanti caratteri: elettrico, aggressivo e progressivo comunque mai banale o noioso. Merito di una fasatura molto accurata e di un elettronica (finalmente) comunicativa con il pilota (siamo lontani anni luce dalla prima F3 675).

Parlando di elettronica veniamo al cambio: è migliorato moltissimo a livello di cut-off ma si potrebbe fare di meglio. Quando cambiate rapporto senza usare la frizione e senza chiudere il gas sfruttando il cambio elettronico EAS tutto funziona molto bene ma il cut-off del motore dura forse troppo e quando il motore “riattacca” vi arriva un leggero calcio nel culo, divertente, gasante ma…Non dovrebbe esserci! Il lato positivo è che l’EAS funziona sempre senza alcuna indecisione e sulla Dragster è assolutamente di serie (evviva!), si tratta solo di regolarlo secondi i vostri gusti ed il vostro stile di guida. A proposito (finalmente!) anche l’ABS è di serie con tanto di sistema anti-sollevamento della ruota posteriore in staccata!

Il comando del gas non ha un marcato on-off (tipico di tutti i motori a 3 cilindri) ed è anzi molto dolce, volendo tramite elettronica si può regolarne la sensibilità e tra le tante regolazione troverete quella più adatta a voi, questa caratteristica aggiunge valore alla Dragster che a livello di elettronica è integralmente personalizzabile quindi anche i palati più fini troveranno sapori “particolari”.

Se il motore ci piace e ci convince la ciclistica è opinabile: se vi piacciono le moto agili e po “allegrotte” la Dragster fa al caso vostro, se invece cercate la precisione di guida e gli ingressi “statuari” allora cambiate genere! La moto, se forzate gli ingressi, si muove molto, si muove in percorrenza, si muove in uscita. Bisogna essere molto puliti in sella, estremamente controllati nei movimenti, il rischio è di innescare tutta una serie di movimenti non pericolosi (la moto non perde la linea impostata) ma poco simpatici.

Parlando di ingressi…La gomma posteriore da 200mm è molto coreografica ma poco pratica. Il posteriore entra sempre in ritardo rispetto all’anteriore (che è svelto a scendere in piega) e quando riprendente il gas in mano per uscire, “lei”(la gomma) vi spara via come una fionda soffrendo un certo “eccesso di grip” e innescando un effetto autoradrizzante che bisogna conoscere e rispettare. Per sfruttarla al meglio conviene adottare una guida piuttosto spigolosa: entrate forte in curva, quasi a perdere la corda, tirate su la moto (in stile Pedrosa) quando vedete l’uscita della curva ed aprite  il comando del gas, tanto il gommone da 200 e il  TC terranno a bada la situazione! E’ una guida, passatemi il termine, molto elettronica e poco ciclistica.

Solo pregi per la Dragster? Assolutamente no! La strumentazione è decisamente ricca di informazione ma in pratica illeggibile, la grafica è miniaturizza e questo distrae dalla guida, avrei preferito un dashboard con tecnologia TFT a colori. Il passeggero qui non trova posto, tanto vale togliere le pedane posteriori. La sella nella parte posteriore è piccola e funge solo per caratterizzare l’estetica della Dragster.  Alcune componenti (come le pedane) hanno evidenti sbavature da fusione e risultano economiche alla vista. La pompa del freno non è radiale (!), il cerchio posteriore ha un disegno diverso da quello anteriore (questo è sia un difetto che un pregio, dipende dai vostri gusti estetici, a me non piace!).

In ultimo analizziamo il prezzo: cosa vi portate a casa per 14.000 euro? Sicuramente una moto unica nel design. Un ottima base di partenza per la vostra fantasia (desiderio pervero? Un Dragster con cerchi in carbonio…). Una moto che, però, poteva essere curata meglio ed equipaggiata con freni e sospensioni di fascia alta (come la Rivale, per rimanere in casa MV).

Molto presto la comparativa: Dragster 800 contro Ducati SF848!!

Post senza fini pubblicitari. Si ringrazia la concessionaria Trioschi (via Mentana 33, Lugo. Ravenna) per averci messo a disposizione per il test ride la MV Agusta Dragster 800.

SPONSOR BY WRS.SM | MV AGUSTA RACING PARTS

 

 

 

 

25 marzo 2014

CIAO CLAUDIO.

Un grande giornalista ci ha lasciato. Un esempio di estrema professionalità e serietà. Un uomo che amava raccontare senza eccedere.

Ciao Claudio e grazie di avermi “sopportato” quando in sala stampa cercavo di proposito di mettermi accanto a te per capire come lavoravi ed imparare tutti i trucchi del mestiere.

Claudio Porrozzi (31 Agosto 1950 – 25 Marzo 2014).

 

24 marzo 2014

WSBK: ECCO LA 1199 EVO DEL TEAM BARNI CON SOSPENSIONI…MUPO!

1199 Barni MupoIn occasione del lancio del team Ducati Barni, la struttura di Marco Barnabò ha presentato una inedita novità: una bella Ducati 1199 Panigale R versione EVO dotata di sospensioni Mupo e non Ohlins.

Il sospensionista emiliano, da anni partner del team Barni nel CIV e nel mondiale STK1000, fornirà la forcella, ammortizzatore di sterzo ed il mono posteriore.

Sarà molto interessante studiare, anche ai fini puramente commerciali oltre che tecnici, la resa di questo set up in luogo del classico set  “ufficiale” fornito dal produttore svedese Ohlins.

Rimanendo in team di mondiale WSBK classe EVO lasciamo le sospensioni per parlare di gomme, le 1199 R del team Barni correranno nel CIV SBK con gomme Michelin, un altro aspetto tecnico utile per ottenere un confronto con le Pirelli che si usano in WSBK.

Il team Barni correrà in qualità di wild car nella classe WSBK in tre appuntamenti: Imola, Misano più un altra data ancora da fissare.

SPONSOR BY WRS.SM | DUCATI RACING PARTS

24 marzo 2014

NEL MOTOCICLISMO VINCE IL PIU’ FORTE…(CHE BATTE ANCHE I REGOLAMENTI!)

rossi marquez qatarDopo le grandi prove libere effettuate da Aleix Espargaro si “temeva” quasi di veder ribaltati i reali valori in campo con Aleix e le Ducati davanti a tutti grazie al regolamento “Open” con Marquez e gli altri ufficiali ad inseguire…Io stesso avevo temuto questa ipotesi, fortunatamente la gara ha sciolto le paure come neve al sole.

Allo spegnimento del semaforo gli ufficiali dotati di moto Factory sono andati al comando dominando la gara, anzi Lorenzo, Bradl, Marquez e Rossi hanno condotto la gara dimostrando ancora una volta che il fattore umano nel motociclismo è superiore al fattore tecnico/regolamentare, Open non Open, elettronica non elettronica, deroghe non deroghe.

In questo sport, nel nostro sport, il più forte vince ed il GP del Qatar lo ha ampiamente dimostrato. Il 4° posto di Aleix Espargaro è frutto del manico dello spagnolo quanto delle cadute di Lorenzo, Bradl e Bautista, stesso discorso per la Ducati di Dovi giunta al 5° posto.

Nel confrontare i “piloti”: per quanto vuoi dare vantaggi tecnico/regolamentari a Dovizioso ed Espargaro rimane il fatto che i ragazzi sul podio di ieri Marquez, Rossi e Pedrosa sono più forti, in proporzione, non solo dei piloti che hanno preceduto ma anche delle deroghe che la Dorna ha concesso per creare più equilibrio e quindi spettacolo.

24 marzo 2014

MOTOGP: ROSSI, STESSO INIZIO DI STAGIONE DEL 2013 MA CON LORENZO FUORI.

rossi qatar 2014Valentino Rossi inizia la stagione 2014 con lo stesso risultato del 2013 (sperando non vada nella stessa maniera…). Il 46 dopo pessime qualifiche (una delle sue costanti del 2013) è venuto fuori in gara rimontando dal 10° posto sino a lottare per la vittoria con Marquez autore di una gara accorta, studiata per ottenere il massimo risultato possibile in relazione alle sue condizioni fisiche ancora non perfette dopo la frattura della caviglia rimediata in allenamento.

Analizziamo il GP del Qatar 2013: in quell’occasione vinse Lorenzo, seguito da Rossi e Marquez che ingaggiarono un breve duello che si risolse a favore del 9 volte campione del mondo.

Dopo il GP di ieri possiamo notare come Marquez si sia migliorato passando dal 3° al 1° posto mentre Rossi si è eguagliato rimanendo 2°. Ma attenzione perchè nell’analizzare il GP di ieri bisogna tenere in considerazione le cadute di Lorenzo che era al comando, e dei piloti Honda che ieri erano scatenati: Bradl è caduto quando era in testa e Bautista è caduto mentre cercava di riprendere Rossi dopo aver superato Pedrosa.

Il prossimo GP di Austin chiarirà le reali forze in campo ricordando che nel 2013 il circuito texano battezzò la prima vittoria di Marquez che invece oggi ci arriva da campione del mondo e da vincitore della gara inaugurale.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 4.448 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: